Il limite e la sua misurazione
Il saldo dovuto alla propria società può arrivare a 500.000 euro. La misurazione avviene al 31 dicembre: quanto supera quel limite in quella data viene trattato come distribuzione ed entra nella casella 2, al 24,5% fino a 68.843 euro a persona e 31% oltre.
La conseguenza pratica sta in una riga: controlli il saldo a novembre, con il tempo di agire.
Le tre condizioni
- Un contratto scritto fra lei e la società, con importo, durata e condizioni.
- Un tasso di mercato, quello che una banca applicherebbe a un prestito paragonabile. La società dichiara quegli interessi come ricavo.
- Una capacità di rimborso credibile rispetto ai suoi redditi.
L’uso che funziona
Un acquisto importante e puntuale: attrezzature, una ristrutturazione, l’anticipo di una casa. Il denaro esce a costo contenuto mentre l’utile resta nella BV (la variante olandese della società a responsabilità limitata) e vi lavora al 19% fino a 200.000 euro.
Combinato con uno stipendio consueto più basso, l’effetto si moltiplica. Uno stipendio consueto più basso concordato per diversi anni con l’amministrazione fiscale, combinato con un prestito fino a €500.000 dalla propria BV, fa risparmiare nella fase di crescita circa €18.000 a €20.000 l’anno.
L’uso da evitare
Come sostituto permanente dello stipendio. Un saldo che sale ogni mese finisce per toccare il limite, e allora la distribuzione arriva tutta insieme, nell’anno peggiore possibile. Le tre vie in equilibrio stanno in stipendio, dividendo o prestito.
Che cosa fare del patrimonio rimasto dentro: investire tramite la società.